Valhalla

In breve, il Valhalla, secondo la mitologia nordica, era la grande sala dorata dove le valchirie (esseri femminili al servizio di Odino), portavano al cospetto appunto di Odino i guerrieri caduti eroicamente in battaglia.
Nella mia interpretazione, il guerriero caduto al centro della scena, si inginocchia davanti alla propria essenza spirituale (la valchiria-fata) che lo accoglie nella metamorfosi celeste.
Alle spalle del guerriero, lasciata appunto “dietro”, si vede una figura “grigia” che si copre il volto con le mani, è la personificazione della disperazione (è l’unica figura razionale del dipinto).
La scena si svolge lungo una linea orizzontale al centro che va letta da sinistra verso destra, – “la ‘disperazione’ viene lasciata indietro a struggersi nell’esistenza terrena, al centro il guerriero rappresenta il presente e attende il ricongiungimento con la propria essenza, che gli si presenta davanti sotto forma di valchiria-fata. –
Mentre intorno fluttuano le valchirie come angeli accompagnatori.
Un’ultima curiosità…del dipinto non esiste nessun bozzetto preparatorio, è stato realizzato di getto sulla tela, iniziando a disegnare le figure dal basso verso l’alto.