Pace

Pace “viva”, non silenzio vuoto.
Sotto l’arco caldo della roccia, come sotto una mano che ripara dal sole, il paesaggio si distende lento e respirabile. La luce non abbaglia: accarezza. Ogni strato di pietra sembra posarsi al suo posto senza fretta, come se il tempo qui avesse imparato la gentilezza.
E in quella quiete non c’è immobilità: c’è vita minuta. Quasi si sente il verso alto dei rapaci che taglia l’aria pulita, lontano, e poi torna il silenzio—un silenzio pieno. Tra le pieghe del terreno, l’attenzione scende: un fruscio leggero, le zampette delle lucertole sulle rocce tiepide, un movimento rapido che non disturba, ma conferma che tutto è esattamente dove deve essere.
È una finestra sull’immenso che non fa paura. È una soglia di pace: quella che arriva quando smetti di cercare risposte e ti basta ascoltare il mondo.