blue sea

C’è un dualismo affascinante in quest’opera.
La parte superiore, con i suoi azzurri limpidi, ispira una sensazione di respiro profondo e libertà.
Tuttavia, la parte inferiore è densa, scura e frammentata. Questo suggerisce quella sensazione tipica di quando ci si trova davanti al mare: una calma esteriore che maschera un’inquietudine o un’energia interiore molto forte.
​L’assenza di figure umane e la vastità dell’orizzonte inoltre evocano una solitudine riflessiva, l’emozione di chi si sente piccolo di fronte all’immensità della natura, trovando in questa piccolezza una forma di sollievo.
Soffermandoci ancora più attentamente la tecnica a spatola, così irregolare e materica, trasmette dinamismo. Non c’è nulla di statico: sembra di percepire il vento che sposta le nuvole e l’acqua che si ritira per creare una nuova onda.
Emozionalmente, questo parla della capacità di adattarsi al cambiamento e della bellezza che risiede nell’imperfezione e nel disordine.
​In sintesi, l’opera sembra sussurrare: “C’è bellezza anche nel caos, purché si mantenga lo sguardo rivolto verso l’orizzonte”.